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Catene miofasciali: cosa sono, perché sono collegate e quali sono

Di Dott. Federico Di Dato ·

Ti è mai capitato di sentire tensione al collo e scoprire, durante un massaggio, che anche la parte alta della schiena o le spalle erano "dure"? Non è un caso: il corpo non lavora a pezzi separati, ma come una rete.

Per spiegare questa rete si usa spesso il concetto di catene miofasciali. Sono il Dott. Federico Di Dato, chinesiologo (LM-67) e massoterapista MCB, e in questo articolo te lo spiego in modo semplice.

Esercizio con l'elastico guidato da un chinesiologo

Cosa sono le catene miofasciali

La parola si divide in due:

Una catena miofasciale è una sequenza di muscoli collegati tra loro dalla fascia, che lavorano insieme lungo una linea del corpo. Quando un muscolo si contrae o si allunga, la tensione non si ferma lì: in parte si trasmette anche ai tessuti vicini lungo la catena.

Perché sono collegate: l'idea della tensegrità

Per capirlo, prova a immaginare il corpo non come una pila di mattoni, ma come una tenda da campeggio: i paletti (le ossa) stanno in piedi grazie ai tiranti (muscoli e fascia) che li tengono in tensione.

Se tiri un tirante, cambia la tensione di tutta la tenda. Questo modello si chiama tensegrità (da "tensione" + "integrità"): è un'immagine utile per capire, ma la sua applicazione al corpo umano è ancora discussa.

Cosa significa nella pratica

Attenzione però: questo non vuol dire che "il dolore è sempre altrove" o che ogni fastidio abbia una causa lontana. È un modo utile per ragionare sul movimento, non una regola fissa.

Quali sono le principali catene miofasciali

Il modello più conosciuto è quello di Thomas Myers, terapista manuale statunitense, descritto nel libro Anatomy Trains. Ecco le linee principali, spiegate in breve:

  1. Linea superficiale posteriore: dalla pianta del piede, lungo polpacci, retro coscia e muscoli della schiena, fino alla testa. Ci aiuta a stare in piedi e a estendere il corpo.
  2. Linea superficiale anteriore: dal dorso dei piedi, lungo la parte davanti di gambe, addome e torace, fino al collo.
  3. Linee laterali: sui due lati del corpo, dal piede alla testa. Lavorano quando ci pieghiamo di lato e ci aiutano a restare stabili, per esempio su una gamba sola.
  4. Linea spirale: avvolge il corpo come una doppia elica e partecipa alle rotazioni, come quando cammini o ti giri.
  5. Linea profonda frontale: la più "interna": dalla pianta del piede, lungo l'interno coscia, passa vicino al muscolo psoas e al diaframma fino al collo.
  6. Linee funzionali: collegano in diagonale una spalla con l'anca opposta. Si vedono bene nei lanci e nella corsa.
  7. Linee del braccio: collegano torace e schiena fino alla punta delle dita.

È un modello: alcune di queste connessioni sono state osservate negli studi anatomici, altre sono meno dimostrate. Una revisione sistematica ha trovato prove solide per la linea superficiale posteriore, prove parziali per la linea spirale e per quella laterale e nessuna prova per la linea superficiale anteriore (Wilke e colleghi, 2016). Resta comunque un modo chiaro per capire come il corpo si muove "in rete".

Cosa cambia per te: movimento e massaggio

Pensare per catene non serve a etichettare i problemi, ma a lavorare in modo più completo.

Con il movimento

Esercizi che coinvolgono tutto il corpo, e non un muscolo alla volta, aiutano a muoversi in modo più fluido. Ne parlo anche in mobilità o stretching?. Se vuoi un esercizio fisico strutturato su misura, posso seguirti come personal trainer a domicilio.

Con il massaggio

Durante un massaggio decontratturante, se senti tensione al collo, lavoro spesso anche su spalle e parte alta della schiena. Se è utile e sei d'accordo, posso abbinare la coppettazione.

Domande frequenti

Le catene miofasciali si vedono in un esame?

No. Sono un modello per descrivere come muscoli e fascia lavorano insieme, non qualcosa che si "vede" in una radiografia.

Se ho dolore in un punto, la causa è sempre altrove?

No. A volte la zona da guardare è proprio quella dove senti fastidio. Le catene sono un modo per allargare lo sguardo, non una regola. Per un dolore che non passa, il primo passo resta il medico.

Che differenza c'è tra fascia e muscolo?

Il muscolo è il tessuto che si contrae; la fascia è il tessuto connettivo che lo avvolge e lo collega alle strutture vicine.

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Dott. Federico Di Dato, massoterapista MCB e chinesiologo (LM-67). Le informazioni di questo articolo hanno scopo informativo e non sostituiscono il parere del medico.

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